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CARPE CON LA MOSCA PDF Stampa E-mail

Premessa
Prima di iniziare la mia dissertazione sulle modalità e tecniche per la PAM alle carpe, devo sottolineare che la mia passione è e rimarrà sempre la pesca ai salmonidi in torrente e in lago. Non posso che sottolineare l'emozione che provo quando vedo salire sulla mia imitazione una trota o un temolo. Penso che sia una delle esperienze più accattivanti che esistano. Ebbene, oltre alla cattura, devo ammettere che mi da immenso piacere anche il momento del rilascio. L'insieme di queste sensazioni, concorderete, sono notevolmente appaganti. Ora però esaurito il preambolo, lascio a malincuore l'argomento sul quale continuerei per ore ma in questa sede dovrò adeguarmi a parlare di questa tecnica, non nuova ma piuttosto eccitante!

L'inizio
Devo essere sincero, questo tipo di pesca pur essendo eccitante, non l'ho mai cercato e non parto mai appositamente per pescare le Carpe a mosca. La prima volta che mi è capitata questa esperienza, era in periodo di chiusura alla trote e come tutti sapete, i mesi autunnali sono ottimi per la PAM a cavedani. Infatti, ero proprio andato a cavedani da solo, perché i miei soliti compagni di pesca, Gianni, Enrico ecc. non erano disponibili per qualche motivo.
Si trattava di una tipica giornata di fine estate inizio autunno con una temperatura gradevole cielo coperto e assenza di vento. Mi trovavo sul Serchio in zona Vinchiana in una piana d'acqua lenta e molto trasparente ma con fondo misto fangoso /ghiaioso. Stavo insidiando un branco di cavedani di notevoli dimensioni 40/50 cm con una ninfettina di effimera secca sull'amo del 18 e con una Pozò 4 pezzi di 8'.
Tra una cattura e l'altra, quando i cavedani per l'effetto del disturbo sparivano per alcuni minuti, avevo il tempo di guardarmi intorno per ammirare il paesaggio. Ad un certo punto ho notato un branco di carpe di dimensioni anche notevoli che grufolavano sul fondo. Anzi sono stato attratto da una carpa che saltava fuori dell'acqua. Ho continuato ad osservare per alcuni muniti queste carpe che effettuavano il cosiddetto Tailing e che piano piano si avvicinavano a me. Quanto si sono avvicinate a distanza di lancio, per deformazione professionale ho lanciato la mia ninfettina secca sulla loro testa - ma senza che la degnassero nemmeno di uno sguardo. Erano, infatti, troppo occupate a grufolare. Il fatto che mi ignorassero mi ha inizialmente disarmato ma poi hi ripensato ai miei trascorsi giovanili da carpista e mi è venuto un barlume!
Ho cercato nella mia scatolina da mosca un ninfa piombata che mi era stata regalata alcune settimane prima un Signore - socio di un Club di Verona mentre mi trovavo a pescare temoli sull'Astico. Si trattava, infatti, di una ninfa montata su amo 8, con una mega pallina di bronzo ed un corpo piombato e ricoperto di lana color ruggine o rame.
In qual momento avevo un finale da 12 piedi conico senza nodi con la punta dello 0.12mm. Ho tagliato via (a malincuore) un metro di finale e ho legato questa bestia al finale e ho iniziato a lanciare nel bel mezzo delle carpe. I primi tentativi sono stati drammatici. Infatti, mi risultava molto difficile lanciare questo artificiale così pesante e mi sbatteva prima in acqua alle spalle, poi contro la canna - una tragedia! Ma ho insistito e dopo alcuni ulteriori tentativi ho iniziato a prenderci la mano e sono riuscito finalmente a lanciare nel bel mezzo del branco grufolante. Poi essendo completamente inesperto aspettavo che succedesse qualcosa. Niente di niente - ovviamente le carpe o non vedevano l'artificiale, o non erano interessate. La seconda ipotesi mi sembra la meno appropriata perché ho pensato che mentre le carpe grufolano, prendono anche i vari insetti e altri animali acquatici. Ho tentato allora di dare dei piccoli strappi alla coda facendo muovere l'artificiale. Notavo anche dalla distanza alla quale mi trovavo che questi recuperi a strappi nel fango creavano degli sbuffi di fango da fondo e come non detto ad un certo punto ho sentito irrigidire la coda.
Accidenti ho preso il fondo! - pensai piuttosto seccato. Ma mi ero sbagliato! La coda inizio a scivolarmi tra le dita e non riuscivo a tenerla! Se la bloccavo la mia piccola e delicata Pozò si piegava come un fuscello e la vedevo già troncata! Addio regalo del mio 40° compleanno pensai! La coda continuava ad uscire sino al backing (ne ho solo tre o quattro metri). A quel punto la fortuna volle che la carpa si fermasse e allora iniziai il lento e difficoltoso processo di recupero cercando di impedire da una parte la rottura della canna e dall'altra di perdere questa bestia enorme. Dimenticavo, non recuperavo il filo con la mano, ma avevo iniziato la battaglia con il filo sul mulinello in modo da contrastare le fughe e utilizzando un filo di frizione. Il recupero con il filo mi risultava molto difficoltoso.
Così facendo riuscivo a recuperare qualche metro poi la carpa iniziava a correre verso il largo e così per circa 20 - 30 minuti. Alla fine ho avuto la meglio e ho visto quello che avevo agganciato ed era una Carpa di dimensioni di ogni rispetto anche dal punto di vista di un Carp Fisherman! Potete verla in questa foto che purtroppo è venuta male - un po' perché ero esausto quanto lei e un po' perché era ormai buio e la macchina fotografica era un giocattolo. In ogni modo si riesce ad intuire la misura confrontandola con la canna da pesca. In seguito a questa esperienza e nella stessa giornata ho catturato altri esemplari più piccoli ma sempre combattivi e ogni tanto mi capita di trovare queste condizioni ideali.

Dove trovare le carpe da pescare a Mosca
Si possono trovare ovunque, nei laghetti, nei fossi, nei fiumi in acque a ciprinidi. Non sono a conoscenza della tecnica di pesca nei laghetti e fossi ma probabilmente è la stessa. Nei Torrenti le zone favorevoli sono le zone ad acqua lenta, in punti dove il torrente forma quelle specie di laghetti. La profondità per la mia tecnica deve essere attorno ai 50 - 100 cm per dare la possibilità di vedere le carpe in azione.
Condizioni climatiche ideali.
Gli esperti mi dicono che il periodo migliore va da Maggio a Settembre ottobre quando le acque sono più lente e caldo e pertanto le carpe aumentano la loro attività.

Attrezzatura
Canna
Questo dipende un pochino da quello che uno intende fare. Ad esempio se vogliamo dedicarci esclusivamente a questa tecnica, occorrerà munirsi di una canna solida in grado di lanciare code 6/7 o anche superiori. Potrebbero andare bene anche le canne da Cheppie o da Bass ma forse sono un pochino lunghe. Consiglierei un a 8' 6" coda sei almeno se non prendiamo le carpe possiamo al limite sedare il nostro tempo ai cavedani!
Mulinello
Andrebbe molto bene un Large Arbor ma la cosa più importante è una buona frizione. Non andrei tanto sui mulinelli specializzati antireverse. Non ne vale la pena
Coda
Galleggiante DT va benissimo tanto peschiamo in acque basse e con un artificiale abbastanza pesante da raggiungere rapidamente il fondo
Finale
A nodi non più lungo di 1.50 m con punta dello 0.18 mm anche meno se non vogliamo rischiare la rottura della canna
Mosche
Vanno tutte le mosche purché affondanti. Colore: Giallo, Marrone anche Rosso.
Montaggio
Ottimo a Ninfa di sedge Ninfa di Libellula oppure anche Baby doll da Cheppia. Talvolta possono funzionare anche gli streamers. In momenti estremi di pazzia potete provare anche l'imitazione del granturco!!

Tecnica
Abbiamo due situazioni da valutare in rapporto alla nostra etica da PAM:
-Le carpe sono in Tailing e questo semplifica la cosa perché basta iniziare a pescare vedremo dopo come
-Le capre non sono in attività allora occorre pasturare.
Questa seconda ipotesi non la prendo in considerazione altrimenti possiamo fare un corso di carp fishing normale e questa non è la sede appropriata!
Ipotizziamo la prima ipotesi: siamo andati sul torrente o fiume a cavedano e notiamo le carpe in Tailing: Cambiamo mulinello e/o canna facciamo il montaggio come indicato e iniziamo a pescare.
Individuare la direzione che stanno percorrendo le carpe. A volte si può anche notare dagli sbuffi di fango che alzano. Ricordate che in pochi minuti le carpe in tailing riducono una pozza limpida in un melma fangosa. A questo punto andiamo a naso. Una volta individuata la direzione, lanciamo la nostra esca artificiale qualche metro davanti alle carpe (almeno due) altrimenti rischiamo di spaventare il branco e creare un fuggi fuggi generale. Se questo dovesse succedere, non preoccupatevi di inseguirle. Basterà fermarsi ed aspettare tranquilli fino a che le carpe tranquillizzatesi, ritornino a grufolare dove erano.
Una volta lanciato davanti alle carpe e dopo che l'artificiale ha toccato il fondo, iniziamo un lento recupero a strappetti. La mosca come abbiamo già detto deve creare degli sbuffi di fango e questo incuriosisce le carpe in caccia. Fate attenzione a quando la coda inizia a tendersi, significa che la carpa ha abboccato. Cercate di ferrare bene facendo affondare bene la punta dell'amo (senza ardiglione naturalmente). Se non facciamo questo rischiamo di prendere con l'amo un lembo di pelle morbida facilmente lacerabile.
A questo punto inizia la battaglia. La carpa accortasi dell'inghippo tenterà la fuga dirigendosi verso la parti profonde o peggio verso la vegetazione ai bordi del fiume. Cercate di portare il pesce sul mulinello. E più semplice ed avete maggiore controllo. Ricordatevi che siamo alle prese con un pesce con la forza di un toro. Cercherete di contrastare la fuga e se la canna lo permette lo pomperete come si fa di solito con le carpe. Altrimenti facciamo quello che possiamo.

La Slamatura
Una volta salpato il pesce,se proprio lo dovete salpare, lo slamate e cercate di ossigenarlo un pochino prima di rilasciarlo. Sarebbe auspicabile slamarlo senza toglierlo dall'acqua (e questo vale anche per gli altri amici pennuti) in quanto la differenza di pressione tra l'interno dell'acqua e l'esterno potrebbe causare gravi danni alla vescica natatoria non più compressa da tutti i lati come quando si trova in acqua.
Ricordate che quando pescate alla cieca in una pozza ridotta ad un fanghiglia, può succedere di agganciare il pesce per la coda o per la pancia e allora vi sembrerà di avere agganciato uno squalo bianco!

Conclusione
Non vorrei dare l'impressione che sto spingendo questo tipo di pesca che esula completamente da quello che amo, ma vorrei farvi comprendere come in un momento particolare possiamo trasformare una giornata uggiosa in una fantastica alternativa al solito tran tran.

 
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